Il Brasile è grande come un continente e suona di conseguenza. Il portoghese parlato a Rio, a San Paolo, a Salvador e a Porto Alegre cambia abbastanza perché i brasiliani si collochino a vicenda nel giro di una frase, e i due più noti sono i due che chi impara incontra per primi.
Rio, e il sibilo
o chiado: la palatalizzazione della s a fine sillaba, che esce come una sh. Mesmo diventa meshmu, dois diventa doish, as portas diventa ash portash.
La ricostruzione classica lo fa risalire al 1808, quando la corte portoghese scappò da Napoleone e si trasferì a Rio, portandosi dietro qualcosa come quindicimila persone e la pronuncia di Lisbona. Rio si prese il suono della madrepatria, se lo tenne e ne fece l'accento della capitale.
Anche la r carioca è caratteristica: un suono gutturale forte in gola, più vicino a una r francese che a qualsiasi altra cosa nella lingua.
mermão: da meu irmão. È la formula carioca per rivolgersi a qualcuno, consumata dall'uso.
maneiro: bello, forte, piacevole. La parola di Rio.
sinistro: alla lettera sinistro, usato nel senso di straordinario in una direzione o nell'altra. Foi sinistro può voler dire benissimo o malissimo.
caô: una bugia, una frottola, una chiacchiera per rigirare le cose. Contar caô.
um bicho: un tizio, un tipo, nell'uso carioca.
San Paolo, e gli italiani
San Paolo ha ricevuto una delle più grandi immigrazioni italiane delle Americhe, e il parlato della città ne ha assorbito il ritmo. Il portoghese paulista ha un'intonazione che i brasiliani riconoscono all'istante e che viene presa in giro con affetto da un secolo.
La s resta una s pulita, senza chiado. La r a fine sillaba è morbida.
mano: fratello, amico. È la controparte paulista del mermão di Rio, e oggi si è diffusa in tutto il paese attraverso l'hip hop.
meu: usato come vocativo di riempimento, più o meno ehi. Fala, meu.
tipo assim: tipo, diciamo, come dire. È il segnalatore di discorso paulista, usato a una densità che agli altri brasiliani fa ridere.
da hora: bello, forte. La risposta di San Paolo a maneiro.
L'erre caipira, che non è nessuno dei due
Dall'entroterra di San Paolo, attraverso il Minas Gerais e fin dentro il Goiás, si stende l'accento caipira, che ha il tratto più capace di far sobbalzare chi parla inglese.
o erre caipira: una r retroflessa, fatta arricciando la lingua all'indietro, che somiglia moltissimo alla r dell'inglese americano. Porta esce come qualcosa di simile all'inglese porter.
È l'accento dell'interno, della musica sertaneja e di una fetta larga della popolazione, ed è quasi del tutto assente dalla televisione nazionale, cosa utile da sapere quando ti chiedi perché il Brasile vero suoni diverso dal Brasile che hai studiato.
Gli altri tre da riconoscere
mineiro: l'accento del Minas Gerais, che contrae tutto. Onde é que você vai? collassa verso ondocê vai? Una battuta locale famosa sostiene che un mineiro riesca a ordinare una Coca in due sillabe. Uai è l'esclamazione regionale, e trem, alla lettera treno, si usa nel senso di cosa, qualunque cosa.
gaúcho: l'accento del Rio Grande do Sul, con tchê come vocativo, bah come esclamazione buona per tutto e un tu che prende le desinenze di terza persona, cosa grammaticalmente tutta sua. Condivide un confine e moltissima cultura con Uruguay e Argentina, mate compreso.
nordestino: l'accento del nordest, con oxente per la sorpresa, vixe per lo sgomento e arretado per eccellente oppure furioso a seconda di dove ti trovi. Il nordest ha più parlanti di quasi tutti i paesi europei ed è sistematicamente sottorappresentato nei media che consuma chi impara.
Quale imparare
Carioca o paulista, e per lo più lo deciderà per te il posto in cui vai o quello che guardi.
Il carioca ha un vantaggio minimo per chi impara, perché Globo, la rete televisiva dominante, ha sede a Rio e di conseguenza quell'accento è la cosa più vicina a uno standard da trasmissione che il Brasile abbia. Il paulista si capisce altrettanto bene ovunque ed è l'accento della città più grande dell'emisfero australe.
Nessuno dei due ti marca. Sono tutti e due lontanissimi dal portoghese europeo, che è una questione a parte trattata nell'articolo su Portogallo e Brasile.
Che cosa conta più dell'accento
Le vocali. Il portoghese brasiliano dà alle vocali non accentate tutto il loro valore, ed è esattamente per questo che chi impara lo trova più facile del portoghese europeo, dove vengono ridotte quasi fino a sparire.
Azzecca le vocali e l'accento regionale diventa un dettaglio. Sbagliale e non c'è quantità di chiado che ti salvi.
Come impararlo
Salva la città insieme alla parola. Mermão è Rio e mano è San Paolo, e un appunto senza la città è mezzo appunto.
Dai a Traduci la riga intera. Il parlato regionale brasiliano contrae parecchio, il mineiro soprattutto, e le singole parole non sopravvivono al processo.
Poi lascia fare alla ripetizione. Trenta parole regionali sono due settimane, e l'accento in sé arriva dall'ascolto e non dallo studio.
In breve
Rio sibila, San Paolo canta e l'interno arriccia la sua r. Impara maneiro e mermão, oppure mano e da hora, a seconda di dove atterri.
E quando uno del Minas dice trem, quasi sicuramente non intende un treno.
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