Puoi passare un C1 di tedesco, atterrare a Zurigo e non capire assolutamente niente della prima conversazione che ti arriva all'orecchio.

Non è colpa tua e non è una lacuna del tuo tedesco. La Svizzera funziona a diglossia: il tedesco standard è quello che si scrive, e quello che si parla è un'altra cosa, e le due cose viaggiano a piena potenza tutto il giorno. Un giornale svizzero è in tedesco standard. La conversazione su quel giornale no.

Che cosa sia davvero lo Schwyzerdütsch

Schwyzerdütsch: il tedesco svizzero, che però non è una cosa sola. È una famiglia di dialetti alemannici, e Basilea, Berna, Zurigo e il Vallese differiscono fra loro quanto basta perché la gente lo noti e ci scherzi sopra. Quello che li accomuna è una distanza dal tedesco standard davvero ampia, più ampia di quella di quasi tutti i dialetti regionali tedeschi, e l'assenza di uno standard scritto che li tiri verso il centro.

Mundart: il dialetto parlato, in opposizione a quello che si scrive. È la parola che sentirai usare per la cosa in sé.

Schriftdeutsch: il tedesco scritto. Nota l'impostazione: il tedesco standard viene inteso come la varietà scritta, non come quella vera.

Due fatti strutturali spiegano parecchio. Il tedesco svizzero non ha alcun preterito: tutto il passato passa dal perfetto, quindi ich ging semplicemente non esiste e ich bi gange fa tutto il lavoro. E la Svizzera ha abolito la lettera ß decenni fa, tanto che perfino il tedesco standard svizzero scrive Strasse.

Il problema francese

La cosa più spiazzante per chi parla tedesco, in Svizzera, è il vocabolario arrivato dal francese e rimasto lì.

Velo: la bicicletta. In Germania si dice Fahrrad. Dal francese vélo, ed è del tutto standard in Svizzera, anche per iscritto.

Trottoir: il marciapiede. In Germania si dice Gehsteig oppure Bürgersteig.

Billett: il biglietto. In Germania si dice Fahrkarte.

Poulet: il pollo inteso come alimento. In Germania si dice Hähnchen.

Glace: il gelato. In Germania si dice Eis.

parkieren: parcheggiare. In Germania si dice parken, e quella sillaba in più ti tradisce ogni volta.

Merci vilmal: grazie mille, con una parola francese e una tedesca nello stesso respiro, e si usa in continuazione.

Il supermercato, che è un altro paese

Rüebli: la carota. In Germania si dice Möhre oppure Karotte. È anche la base della Rüeblitorte, la torta di carote dell'Argovia.

Peperoni: il peperone. In Germania si dice Paprika, e siccome in Germania Peperoni è il peperoncino piccante piccolo, qui la spesa esce davvero sbagliata.

Zmorge: la colazione, da zum Morgen. I suoi parenti Znüni e Zvieri sono nell'articolo sui nomi dei pasti.

Znacht: la cena, stessa costruzione.

Güggeli: il pollo arrosto, e una bella dimostrazione di quanto la Svizzera ami il diminutivo.

Il diminutivo, che sta ovunque

Il tedesco svizzero attacca -li a una quantità impressionante dei suoi sostantivi, e non sempre per rimpicciolire. Rüebli, Güggeli, Müsli, Grüezi, Chäschüechli. Addolcisce più che ridurre, e chi impara e non lo usa mai suona stranamente rigido.

Il che ci porta alla prova.

Chuchichäschtli: il pensile della cucina. In tedesco standard Küchenschrank. Quattro occorrenze del ch svizzero, una fricativa dura fatta in fondo alla gola, in una parola che nessun tedesco, austriaco o straniero ha mai pronunciato in modo convincente al primo tentativo.

Te lo chiederanno. Lo chiedono a tutti. Fallire con allegria è la risposta giusta, esattamente come con l'Oachkatzlschwoaf bavarese del vocabolario di Monaco.

Che cosa farne, in concreto

Non provare a imparare il tedesco svizzero prima di arrivare. Non lo fa quasi nessuno di proposito e il ritorno è scarso, perché la varietà che studi potrebbe non essere quella del cantone in cui atterri.

Impara invece a riconoscere la cinquantina di parole che cambiano, perché sono quelle che fanno crollare una frase per il resto comprensibile. E chiedi pure di passare allo standard. Gli svizzeri ci si spostano all'istante e senza risentimento, dopo averlo fatto a scuola per dieci anni. La richiesta è del tutto normale.

Quello che invece normale non è, e conviene saperlo, è pretendere che lo tengano dentro un gruppo di svizzeri. In Svizzera il tedesco standard è un registro formale, e un tavolo intero che lo mantiene per una persona sola è un favore, non un'impostazione predefinita.

Come si imparano quelle cinquanta parole

Salva la parola svizzera accanto a quella tedesca. Velo = bici è metà del punto. Velo, su ogni cartello stradale di Zurigo, dove la Germania scriverebbe Fahrrad le tiene tutte e due, ed è quello che ti serve davvero.

Dai a Traduci la frase intera. Il tedesco svizzero parlato non si arrende alla ricerca di una singola parola, mentre il tedesco standard svizzero scritto sì, ed è lì che compaiono quasi tutte queste parole.

Poi lascia fare ai livelli. Cinquanta parole con una resa altissima dentro un paese solo è esattamente il profilo che la ripetizione dilazionata chiude in fretta.

In breve

Impara Velo, Billett, Trottoir, Rüebli e Peperoni prima di fare la spesa. Aspettati che il perfetto si prenda tutto il lavoro del passato. Scrivi Strasse.

E quando qualcuno ti chiede di dire Chuchichäschtli, provaci. Quella parola serve esattamente a questo.


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