La battuta di sempre è che un italiano con le mani legate non riesce a parlare. Come quasi tutte le battute di sempre è vera all'incirca e non serve a niente.
Quello che a chi impara non dice nessuno è che i gesti italiani non sono decorazione né enfasi. Sono lessicali. Ognuno sta al posto di una frase precisa, come una parola sta al posto di un significato, e si imparano allo stesso modo: come vocabolario, con una forma e un senso.
Ecco quelli che portano più traffico, ciascuno accanto alla frase che sostituisce.
Questa è la versione monolingue: ogni voce è spiegata in italiano, senza traduzione, pensata per chi impara l'italiano dal B1 in su. Se l'italiano è la tua lingua madre, lo stesso articolo esiste come coppia di lingue in inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese.
Quello famoso
Che vuoi? – polpastrelli uniti a pigna, mano rivolta verso l'alto, movimento dal polso. Il gesto che ormai mezzo mondo conosce da internet e di cui quasi nessuno, fuori dall'Italia, conosce il significato. È una domanda: che cosa vuoi, dove vuoi arrivare, che cosa stai cercando di dire. Spazientito, giocoso o sinceramente perso a seconda delle sopracciglia. Non è un insulto e non è una minaccia.
Quelli che sostituiscono una frase intera
Boh – spalle in su, palmi aperti, angoli della bocca in giù. Pronunciato boh oppure eseguito in silenzio. Vuol dire: non ne ho idea. A differenza di una semplice scrollata di spalle è una risposta completa e accettabile a una domanda diretta.
Ma dai! – una o due mani spinte in fuori, spesso con la testa inclinata. Esprime incredulità affettuosa. Di solito accompagna le parole.
Ma va'! – la versione più secca dello stesso, sprezzante invece che divertita. Vale: ma figurati, non dire sciocchezze.
Aspetta – palmo alzato, dita unite, piccolo movimento a picchiettio. Chiede una pausa di un istante. Serve di continuo a tenere il turno di parola, ed è la parte che chi impara si perde: è uno strumento di gestione della conversazione, non solo una richiesta.
Buonissimo – indice premuto nella guancia e avvitato. Riservato al cibo e usato con entusiasmo autentico.
Furbo – indice che tira in giù la pelle sotto un occhio. Segnala astuzia: quello è sveglio, o stai attento a quello lì. Ammirato o di avvertimento a seconda del bersaglio.
Andiamo – dita di una mano unite, mano spazzata nella direzione di marcia. Segnala che si parte adesso.
Ho fame – mano piatta, passata di traverso sullo stomaco. Segnala fame vera, non appetito. Spesso accompagna le parole e si capisce sempre anche senza.
Basta – due mani alzate, palmi in fuori, breve movimento a scure. Deciso, non aggressivo.
I due da riconoscere e non eseguire
Sono entrambi diffusi, vale la pena capirli entrambi, e nessuno dei due appartiene al repertorio di chi viene da fuori.
Le corna – indice e mignolo tesi, le altre dita chiuse. Il gesto ha due funzioni completamente diverse a seconda della direzione. Rivolto verso il basso allontana la sfortuna: è la scaramanzia, l'apparato superstizioso che scorre in sordina sotto buona parte della vita italiana. Puntato verso una persona le attribuisce un partner infedele, e quella è un'accusa e non uno scherzo. La distinzione è reale e con il secondo senso non si sperimenta.
Il dorso della mano sotto il mento – dorso delle dita spinto in avanti da sotto il mento. Sprezzante: comunica totale indifferenza verso l'interlocutore e verso quello che ha appena detto. In gran parte d'Italia risulta scortese. Si riconosce, non si usa.
Perché tutto questo sta in un'app di vocabolario
Perché è vocabolario. Un gesto con forma fissa e significato fisso si comporta esattamente come una parola: ha un registro, ha varianti regionali, si può usare male e si può imparare di proposito invece di assorbirlo in anni.
È anche la via più rapida per capire il parlato veloce. Quando qualcuno parla a piena velocità, il gesto arriva un attimo prima della frase e ti dice che forma avrà la frase. Chi guarda le mani segue una conversazione italiana molto meglio di chi si limita ad ascoltare, per la stessa ragione per cui funzionano così bene le serie sottotitolate: il canale visivo porta un significato che quello sonoro consegna troppo in fretta.
Le formule verbali da tenere accanto
Alcune espressioni italiane funzionano come gesti: fisse, formulari e usate di continuo.
In bocca al lupo – augurio di buona fortuna. La risposta prevista è crepi. Rispondere grazie segnala chi viene da fuori più chiaramente di qualsiasi accento.
Magari – esprime un desiderio o una possibilità, a seconda dell'intonazione. Un'intera speranza compressa in tre sillabe.
Meno male – esprime sollievo. Alla lettera significa un male minore, il che dice qualcosa sull'atteggiamento che c'è dietro.
Figurati – risposta informale ai ringraziamenti, con si figuri nella variante di cortesia.
Come impararli davvero
I gesti resistono alle liste di vocaboli per un motivo ovvio: una lista non può mostrare una mano.
Salva la frase e descrivi la mano. Il gesto è l'innesco e la frase è il contenuto, quindi registrali insieme. Che vuoi, dita a pigna verso l'alto, fatto dal cameriere quando ho chiesto il ketchup è un ricordo completo. Le scene di Vokabulo tengono questa coppia, e un account gratuito ne comprende tre.
Dai a Traduci la frase che lo accompagnava. I gesti accompagnano quasi sempre il parlato invece di sostituirlo. Cattura le parole e il gesto ci si attacca da solo.
Poi guarda le mani di proposito per una settimana. All'inizio non per imitare, ma per accorgerti di quanto sia sistematico. Appena vedi tornare gli stessi otto gesti, smettono di essere atmosfera e diventano un insieme chiuso, e quello sai già come si impara.
Sta accanto alle trappole di pronuncia che colpiscono chi impara l'italiano, che riguardano la bocca invece delle mani.
In breve
Impara per primo che vuoi, perché il gesto lo conosci già e la frase non l'hai mai saputa. Impara boh per secondo, ti salverà cento volte.
Lascia le corna e il gesto sotto il mento a chi è del posto. Guarda le mani, e in una settimana l'italiano diventa più facile da seguire.
Visto un gesto che non sei riuscito a leggere? Descrivilo in Vokabulo accanto a quello che è stato detto. Inizi gratis su iPhone e iPad. 🇮🇹